Un aggiornamento di WordPress, di un plugin, del tema o di PHP, e il sito non è più lo stesso: impaginazione a pezzi, pagina bianca, un modulo che non funziona più. Il ritorno indietro si fa componente per componente, conservando tutto ciò che il sito ha ricevuto nel frattempo, ordini e messaggi compresi. Ecco i passaggi, in ordine.
.maintenance nella cartella principale.Su un sito WordPress si aggiornano quattro cose, e ognuna torna indietro in modo diverso: il core di WordPress, i plugin, il tema e la versione di PHP del server, che il provider aggiorna secondo il proprio calendario. Per capire quale si è mosso:
wp plugin list
ls -lt wp-content/plugins | head
Il primo comando elenca i plugin con versione e stato; il secondo elenca le cartelle dei plugin dalla modificata più di recente alla più vecchia. Confrontatele con il momento in cui il sito è cambiato.
Dopo un aggiornamento cambiano i file CSS e JavaScript, e una cache può continuare a servire quelli vecchi. Il risultato sembra un guasto: impaginazione a pezzi, menu che non si aprono più. Svuotate, in quest'ordine, la cache del plugin di cache o di ottimizzazione, quella del provider di hosting se ne offre una, poi quella del browser, e ricaricate. Se il sito torna, l'aggiornamento non era il problema.
Durante un aggiornamento, WordPress crea un file .maintenance nella cartella principale del sito e mostra «Momentaneamente non disponibile per manutenzione. Riprova fra un minuto.» Quando l'aggiornamento si interrompe, il file resta al suo posto. WordPress lo ignora dieci minuti dopo l'ora registrata al suo interno; per non aspettare, o se il messaggio persiste, eliminatelo via SFTP o con il file manager del provider. Il suo nome comincia con un punto: attivate la visualizzazione dei file nascosti per vederlo.
Poi andate in Bacheca > Aggiornamenti: l'elemento il cui aggiornamento si è interrotto va aggiornato di nuovo, o reinstallato nella versione precedente.
Reinstallare la versione precedente sostituisce i file del plugin e ne conserva le impostazioni, che stanno nel database.
wp plugin install nome-plugin --version=2.4.1 --force
WordPress torna già indietro da solo in due casi. Dalla versione 6.3, quando l'aggiornamento di un plugin o di un tema non riesce a metà, la vecchia versione viene rimessa al suo posto. Dalla versione 6.6, quando l'aggiornamento automatico di un plugin attivo provoca un errore fatale, WordPress reinstalla la versione precedente. Un aggiornamento che va a buon fine e rompe una funzione senza errore fatale si annulla invece a mano.
wp theme install nome-tema --version=3.1.0 --force
Un aggiornamento del tema sostituisce tutti i suoi file. Le modifiche fatte direttamente nei file del tema, in functions.php o in un foglio di stile per esempio, spariscono quindi a ogni aggiornamento. Il backup fatto prima dell'aggiornamento permette di recuperarle; per conservarle in modo stabile, vanno messe in un tema child, che gli aggiornamenti del tema principale lasciano intatto.
WP-CLI reinstalla una versione precisa del core:
wp core update --version=7.0 --force
Un aggiornamento principale del core può anche modificare la struttura del database, che questo comando lascia com'è. La strada più sicura è spesso tenere il core aggiornato e riportare indietro il plugin o il tema incompatibile. Se tornare indietro sul core è inevitabile, fatelo da un backup completo precedente all'aggiornamento.
I provider fanno avanzare PHP man mano che le versioni più vecchie smettono di ricevere correzioni di sicurezza. Un plugin o un tema datato può allora fermarsi su un errore fatale. I pannelli di hosting permettono di solito di scegliere la versione di PHP del sito:
Questo passaggio serve alla diagnosi: una versione di PHP senza correzioni di sicurezza lascia il sito esposto. Secondo il calendario ufficiale di php.net, PHP 8.1 non riceve più correzioni di sicurezza dal 31 dicembre 2025, PHP 8.2 le riceve fino al 31 dicembre 2026 e PHP 8.3 fino al 31 dicembre 2027. WordPress consiglia PHP 8.3 o superiore.
Un ripristino riporta i file e il database allo stato del backup. Tutto ciò che il sito ha ricevuto da allora va perso: ordini, messaggi dei moduli, commenti, iscrizioni, articoli pubblicati.
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Reinstallando la versione precedente: con WP-CLI, wp plugin install nome-plugin --version=numero --force; senza WP-CLI, scaricate l'archivio della versione precedente e caricatelo dalla schermata Aggiungi plugin, scegliendo di sostituire il plugin attuale. Le impostazioni del plugin, salvate nel database, vengono conservate.
In due casi. Da WordPress 6.3, l'aggiornamento di un plugin o di un tema che non riesce a metà lascia al suo posto la vecchia versione. Da WordPress 6.6, l'aggiornamento automatico di un plugin attivo che provoca un errore fatale viene annullato. Un aggiornamento che va a buon fine e rompe una funzione senza errore fatale si annulla a mano.
O una cache serve ancora i vecchi file CSS, e basta svuotare le cache; oppure erano state fatte modifiche direttamente nei file del tema, e l'aggiornamento le ha sostituite. Nel secondo caso si recuperano dal backup fatto prima dell'aggiornamento, e poi si spostano in un tema child.
Gli aggiornamenti correggono anche falle di sicurezza, e un sito che li riceve in ritardo resta esposto più a lungo. L'organizzazione che regge è un aggiornamento applicato prima a una copia di prova, con un backup subito prima. Per un plugin che crea problemi si possono disabilitare gli aggiornamenti automatici finché non esce una correzione.
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